post-title Punto e accapo – DSA: La via del successo 2013-11-14 13:41:38 yes no Autore

Punto e accapo – DSA: La via del successo

Il 9 e il 10 novembre ho partecipato al corso di aggiornamento  “I Disturbi Specifici di Apprendimento: lo screening neuropsicologico, il trattamento sublessicale e la rieducazione specialistica”, rivolto a psicologi, insegnanti, logopedisti, neuropsichiatri infantili e altri operatori del settore. Il relatore era il professor Giacomo Stella, uno dei massimi esperti di DSA in Italia. A Bari il sole […]

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NegropontePC

Il 9 e il 10 novembre ho partecipato al corso di aggiornamento  “I Disturbi Specifici di Apprendimento: lo screening neuropsicologico, il trattamento sublessicale e la rieducazione specialistica”, rivolto a psicologi, insegnanti, logopedisti, neuropsichiatri infantili e altri operatori del settore. Il relatore era il professor Giacomo Stella, uno dei massimi esperti di DSA in Italia. A Bari il sole era anche in aula e, attraversando lo Stivale sulla via del ritorno, pensavo che da nord a sud la situazione è la stessa: ricerca, aggiornamento e voglia di sentire scuola, famiglie ed esperti sempre più uniti, in una rete che collabora e che stimola lo scambio continuo delle esperienze. Condivido con voi la seguente riflessione.

L’apprendimento si raggiunge tramite il successo
Ripenso a mia figlia e ai suoi tentativi di salire e scendere da un gradino. La prima volta quasi per caso, poi la soddisfazione di esserci riuscita (successo). Quell’emozione ha messo in moto la volontà di riprovare una, due, tre, quattro volte, fino a essersi
impadronita del “come si sale e scende da un gradino”. Ha imparato!
L’apprendimento avviene, dunque, attraverso il successo. Per quale motivo, allora, è pensiero comune che si debba solo far fatica per imparare? Questa idea penalizza ancor di più gli studenti con Disturbi d’Apprendimento, che si sentono costantemente tra l’incudine e il martello. Perché, invece, non sfruttare delle semplificazioni? Un esempio pratico: un tempo, in fondo a libri e quaderni si trovava la tavola pitagorica. Ora non più. Ma perché non lasciare sempre la possibilità di verificare i risultati delle tabelline? Avendo a disposizione la tavola, il bambino che non ricorda un risultato controlla sulla tabella una prima volta, poi una seconda e una terza, fino a immagazzinarlo senza fatica. Ma esistono anche altri strumenti, come la linea del 20, che ogni bimbo dovrebbe avere sempre con sé, in modo da porli all’occorrenza sul proprio banco. Questi mezzi, non dovrebbero essere a disposizione dei soli bambini con DSA, ma di tutti, così da non sottolineare le differenze e, soprattutto, da non umiliare le diversità.

Sarebbe molto bello ricevere i vostri commenti, esperienze e suggerimenti sulla questione.

Loredana e il Team di Associazione PuntoUno





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